Bonifacio VIII e la crisi del '300

Il 1300 vede lo scontro tra i due grandi poteri che dividono l’Europa, quello imperiale e quello papale. La crisi del ‘300, infatti, investe anche le due grandi istituzioni su cui si fonda l’Europa cristiana medievale. All’inizio del secolo, Bonifacio VIII cerca di ristabilire la supremazia pontificia, scontrandosi però con la politica della monarchia francese. Il sovrano francese Filippo il Bello, infatti, proprio nello stesso periodo cerca di reprimere le spinte autonomistiche dei suoi feudatari e i privilegi secolari degli ecclesiastici. Filippo il Bello contrappone dunque alle pretese di Bonifacio VIII il principio di legittimità dinastica e l’autonomia del potere monarchico. Nello scontro è il sovrano francese ad avere la meglio e la sede papale viene spostata da Roma ad Avignone: è il periodo della cosiddetta “cattività avignonese” che si protrae dal 1309 al 1377 e culmina con uno scisma interno alla Chiesa. Gli stati europei si dividono dunque nell’obbedienza per due diversi papi, uno a Roma e uno ad Avignone, due collegi cardinalizi e due curie fino al 1418. Per quanto riguarda il potere imperiale, il Sacro Romano Impero è ormai indebolito: si apre così la strada per il particolarismo politico, soprattutto in Germania e in Italia. In Italia nascono le Signorie: quella degli Estensi a Ferrara, quella degli Scaligeri a Verona, e quella dei Visconti a Milano.