4'

La Moldavia

Con una popolazione di quattro milioni e 300mila unità e una superficie di 33.700 chilometri quadrati la Moldavia è completamente circondata dall’Ucraina tranne la sua parte occidentale che confina con la Romania. Il territorio occupato dalla Moldavia contemporanea viene diviso tra l’Impero russo e il Principato di Romania formato da Moldavia e Valacchia nel corso del XIX secolo; la parte russa si dichiara indipendente nel 1918 con il nome di Bessarabia. Dopo la creazione della Repubblica di Moldavia in seno all’URSS, parte della Bessarabia viene annessa all’URSS nel 1940 per essere fusa con la parte sovietica e diventare la Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia fino al 1991. Con il collasso dell’URSS la Moldavia può dichiararsi Repubblica indipendente e si trova ad affrontare in Transnistria e in Gagauzia seri problemi di separatismo che ne influenzano fortemente la situazione economico-politica fino al giorno d’oggi.

Una difficile indipendenza

Il XIX secolo vede la divisione dell’odierno territorio moldavo tra l’Impero russo e la Romania. Al primo va la Bessarabia mentre il Principato di Romania prende possesso della Moldavia e della Valacchia. Nel 1917 si forma in Bessarabia un Consiglio Nazionale che prima cambia il nome del Paese in Repubblica Democratica della Moldavia federata con la Russia e, successivamente, si dichiara indipendente, per votare, nel 1918, in favore dell’annessione alla Romania. In seguito alla creazione dell’URSS nel 1922, nel 1924 Mosca decide di creare l’oblast’ – in ceco è la suddivisione amministrativa di uno Stato come l’Unione Sovietica – autonomo di Moldavia sul territorio della Repubblica Socialista Sovietica di Ucraina, con capitale Balta, (poi Tiraspol dal 1929). Pochi mesi più tardi l’oblast’ viene trasformato nella Repubblica Autonoma Socialista Sovietica di Moldavia.

In seguito al Patto Ribbentrop-Molotov, nel 1940 la Bessarabia viene occupata da truppe sovietiche. Il 2 agosto 1940 è istituita la Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia; il suo territorio comprende quello della Repubblica Sovietica Moldava e quello della Bessarabia con capitale Chisinau. Una parte della Bucovina del Nord e della Bessarabia del Sud sono trasferite all’Ucraina negando alla Moldavia ogni accesso sul Mar Nero.

Grazie ad un’offensiva congiunta con la Germania, la Romania dal 1941 recupera parte dei suoi territori che sono poi riconquistati dall’URSS nel 1944. Nel 1947 Bessarabia, Bucovina e Transnistria sono cedute definitivamente all’URSS.

La sovietizzazione delle Repubbliche tocca anche la Moldavia con varie misure: deportazione di moldavi in Siberia e Kazakistan, imposizione dell’alfabeto cirillico per differenziare la lingua locale dal romeno e ridurre i legami con la Romania, immigrazione slava soprattutto nella regione di Tiraspol che viene rapidamente industrializzata, diventando il centro energetico del Paese.

L’arrivo di Gorbacëv (1931-) alla direzione del partito favorisce una relativa democratizzazione: nel 1989 viene creato il Fronte Popolare Moldavo, il rumeno (moldavo) viene riconosciuto come lingua ufficiale, il 23 giugno 1990 viene riconosciuta la sovranità moldava e si intensificano i rapporti con la Romania.

Alle prime elezioni democratiche, il Fronte Popolare Moldavo ottiene la maggioranza dei seggi con Mircea Snegur (1940-) alla guida del Paese, ma le riforme del 1990 e timori di una unificazione con la Romania preoccupano le minoranze del Paese fomentando movimenti separatisti. In agosto 1990 i gagauzi (minoranza di lingua altaica e scrittura cirillica) istituiscono una repubblica gagauza nel Sud del Paese, attorno alla città di Comrat; mentre in settembre la Repubblica di Transnistria (regione russofona ad Est del fiume Dnestr) con capitale Tiraspol si separa dalla Moldavia. Benché Chisinau si rifiuti di riconoscere le nuove Repubbliche, elezioni locali vedono la vittoria in Gagauzia di Stepan Topal (1938-) e in Transnistria di Igor Smirnov (1941-).

In seguito al fallito colpo di Stato a Mosca, la Moldavia proclama la sua indipendenza il 27 agosto 1991, divenendo membro dell’ONU e della Comunità degli Stati indipendenti. L’ex comunista Mircea Snegur è eletto alla presidenza del Paese, ma le tensioni con la Transnistria, che si rifiuta di riconoscere la sovranità di Chisinau, culminano in una guerra civile con scontri tra truppe moldave da una parte e russo-transnistrie dall’altra. Un cessate il fuoco viene firmato nel 1993 e la costituzione del 1994 garantisce maggiore autonomia sia alla Transnistria sia alla Gagauzia, ma, mentre quest’ultima accetta il compromesso, la Transnistria continua a cercare un riconoscimento internazionale. L’ingresso nel Consiglio d’Europa nel 1995 non sblocca il dialogo all’interno del Paese.

La guerra civile e la mancanza di investimenti si uniscono al fatto che le centrali energetiche si trovano in territorio transnistrio e la transizione economica della Moldavia risulta fallimentare. L’elezione di Vladimir Voronin (1941-) nel 2003 non migliora lo status del Paese che continua ad avere un tasso di emigrazione tra i più alti in Europa e la cui economia è fortemente aiutata dalle rimesse degli emigrati. Nel 2005 ulteriori negoziazioni con la mediazione di Russia e Ucraina sembrano aprire uno spiraglio, ma la situazione resta tesa.


Tutti i diritti riservati - EM Publishers Srl