I moti del 1848: riassunto

Nel 1848 tutta l’Europa è investita da un’ondata rivoluzionaria, determinata sia da cause economiche che sociali. In Francia la rivoluzione coinvolge sia le classi borghesi che quelle popolari e l’insurrezione di Parigi, a febbraio, porta alla proclamazione della Repubblica. Nell’Impero Austriaco e nella Confederazione Germanica le ragioni dei moti sono da riscontrarsi nelle aspirazioni indipendentistiche delle diverse nazionalità dell’Impero e nel nazionalismo dei liberali tedeschi. A Vienna, dunque, Metternich è costretto alla fuga e viene concessa la Costituzione e anche in Germania Guglielmo IV accetta la Costituzione. In Italia emergono due linee, quella democratica e repubblicana di Mazzini e quella moderata di Balbo, che vuole una monarchia costituzionale, e di Gioberti, a favore di una confederazione guidata dal papa. In ogni caso anche in tutta Italia i moti del 1848 portano alla concessione della Costituzione: nel Regno delle due Sicilie, nel Granducato di Toscana, nel Regno di Sardegna, a Venezia, a Roma e a Milano. Tuttavia a fine anno vi è una crisi delle istanze rivoluzionarie: in Francia viene eletto Presidente della Repubblica il conservatore Luigi Bonaparte, in Germania si inaspriscono le fratture tra conservatori e moderati, e nell’Impero Asburgico e in Italia le insurrezioni vengono represse nel sangue.