Carlo V e Francesco I: il "sacco di Roma" e la pace di Cateau-Cambrésis

Uno dei conflitti più importanti del Cinquecento oppone la Spagna di Carlo V alla Francia di Francesco I.
Un primo scontro tra le potenze, infatti, era terminato nel 1516 con il trattato di Noyon, che determinava la divisione del territorio italiano tra Francia, padrona di Milano, e Spagna, padrona del Regno di Napoli; ma nel 1521 la Francia torna a minacciare i domini spagnoli in Italia.
Già nel 1525 Francesco I subisce una prima sconfitta, a Pavia, a opera dei lanzichenecchi, i soldati mercenari spagnoli, e perde Milano.
Dopo la sconfitta, la Francia si unisce al papato, nella persona di Clemente VII, con la lega di Cognac, e Carlo V, in risposta, fa invadere ai lanzichenecchi la città papale in quello che sarà ricordato come il “sacco di Roma”.
Nel 1529 la Francia firma il trattato di Cambrai, con cui rinuncia ai possedimenti italiani, ma nonostante questo nel 1536 ricominciano le ostilità e la Francia si allea con la Turchia e con i principi luterani.
Nel 1544 viene firmata la Pace di Crépy e nel 1552, in Francia, Enrico II succede a Francesco I. Enrico II concentra le forze belliche a nord della Francia, invadendo la Lorena e occupando i vescovadi di Verdun, Metz e Toul.
Nel frattempo al trono spagnolo sale Filippo II, con cui si chiude il conflitto.
Nel 1559 viene dunque firmata la Pace di Cateau-Cambrésis: la Francia restituisce a Genova la Corsica e ai Savoia il Piemonte, mantenendo i territori di Calais, Verdun e Toul.
La Spagna, invece, mantiene la Franca Contea e il dominio pressoché incontrastato in Italia.