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Thomas Cole e la Hudson River School

Durante la prima metà dell’Ottocento, nell’America settentrionale la pittura di paesaggio assume un significato nazionalista, grazie alla Hudson River School e al suo esponente principale, Thomas Cole.

L’influenza di Ralph Waldo Emerson

Agli inizi del XIX secolo la filosofia trascendentalista si diffonde nell’America settentrionale e influenza anche l’arte figurativa; è il saggio Natura di Ralph Waldo Emerson, apparso nel 1836, a enunciare i fondamenti del trascendentalismo: l’unità fra la natura e l’anima, la centralità dell’uomo, il valore simbolico del linguaggio. Simili caratteri diventano elementi essenziali anche della pittura di paesaggio. Proprio nel 1836 il pittore Thomas Cole completa una serie di cinque dipinti, intitolata Storia dell’Impero, che raffigurano soggetti allegorici del destino dell’uomo e riflettono le teorie di Emerson. Il genere di pittura più vicino al pensiero trascendentalista è, però, la raffigurazione della natura; implicazioni religiose e di identità nazionale si inseriscono nelle visioni di paesaggi ampi e incontaminati, mentre le tele diventano sempre più grandi e di formato orizzontale, quasi a suggerire un’analogia con la vastità del territorio americano.

I quadri del pittore Thomas Doughty sono i primi ad avere per soggetto l’ambiente naturale americano. L’artista fa essenzialmente riferimento alla pittura di paesaggio del Seicento olandese e alle incisioni dell’inglese John Martin, raffiguranti episodi mitologici e della Bibbia, ambientati in paesaggi spettacolari. Nei dipinti di Doughty l’uomo è immerso nella grandezza della natura che osserva con stupita emozione, e anche i titoli sottolineano il significato spirituale dei soggetti, come nel quadro del 1835, intitolato Nel meraviglioso mondo della natura.

L’atteggiamento contemplativo dell’uomo dinanzi all’immensità della natura è, del resto, un carattere essenziale anche dei dipinti di Thomas Cole.

Thomas Cole e Asher Brown Durand

Di origine inglese, Cole si trasferisce negli Stati Uniti a diciotto anni e, dopo un breve apprendistato come incisore su legno, si dedica alla pittura. Nel 1823, a Philadelphia, frequenta la Pennsylvania Academy of Fine Arts, dove conosce l’opera di Doughty e rimane influenzato dalla sua maniera di concepire il paesaggio. Nel 1826 l’artista partecipa alla fondazione della National Academy of Design. Cole intraprende allora un viaggio lungo il fiume Hudson ed esegue molti studi a olio, poi utilizzati per grandi dipinti come il Paesaggio con tronchi d’albero (1827-1828 ca.) che suscitano l’interesse di Asher Brown Durand, anch’egli pittore paesista.

Durante un soggiorno di tre anni in Inghilterra e in Italia, Cole medita sui grandi esempi della pittura di paesaggio del Seicento: Salvator Rosa, Claude Lorrain, Nicolas Poussin. Egli elabora allora una maniera compositiva e luministica particolare, in cui il paesaggio si svolge in profondità, mentre la luce diventa sempre più limpida all’orizzonte, al fine di ribadire le sue concezioni filosofiche: un tipico esempio della maniera del pittore è la Veduta di Firenze da San Miniato (183), conservata al Museum of Arts di Cleveland.

L’intento di Cole è fondere i caratteri del pittoresco e del sublime – tipici della pittura di paesaggio romantica – con il sentimento per la bellezza intatta della terra americana ed è in Essay on American Scenary (1836) che egli esprime la sua poetica: i suoi dipinti intendono rappresentare la sensazione di calma religiosa che l’uomo prova dinanzi alla natura inviolata. Per accentuare il significato mistico dei dipinti, Cole pone particolare attenzione alla resa naturalistica dello scenario, selezionando però le annotazioni realistiche del paesaggio, per ottenere una visione rispondente ai suoi ideali e agli scopi didattico-morali dell’estetica romantica.

Il dipinto del 1846, dal titolo Oxbow: il fiume Connecticut vicino a Northampton conservato al Metropolitan Museum di New York, è un esempio del fondamentale apporto di Cole alla formazione della Hudson River School: nel grandioso scenario, l’uomo – un pittore paesista – è una figura piccolissima in contemplazione degli eventi naturali, come il sereno che ritorna dopo la pioggia purificatrice, simbolo dell’immanenza divina nel mondo.

Cole dipinge anche vere e proprie allegorie mistiche, come la Cacciata dal Paradiso terrestre ora al Museum of Fine Arts di Boston, in parte influenzata dalle illustrazioni di John Martin per un’edizione del Paradiso perduto di Milton.

Asher Brown Durand

Asher Brown Durand si dedica fin dalla giovinezza al ritratto e alla pittura di paesaggio, ed è soprattutto a questa che deve la sua fama. Anche quando dipinge soggetti biblici, egli inserisce i protagonisti in paesaggi di grande suggestione: si sofferma con attenzione intimista sulle vedute della campagna americana e descrive con cura affettuosa gli elementi del paesaggio. La sua formazione di incisore lo porta, inoltre, a definire con grande precisione i particolari e a fondare la scansione compositiva dei dipinti sui risalti luministici, anziché cromatici.

Tra i fondatori della National Accademy of Design (1826) insieme a Thomas Cole, sul suo esempio Durand comincia a viaggiare sul fiume Hudson, nelle White Mountains, sui monti Catskill. Un prolungato soggiorno in Europa, all’inizio degli anni Quaranta, gli consente poi di studiare la pittura di paesaggio del Seicento, subendo soprattutto l’influenza di Claude Lorrain. Da allora l’artista dà un grande valore alla resa dell’atmosfera: studia meticolosamente le variazioni della luce e del pulviscolo nel trascorrere delle stagioni e delle ore.

In un dipinto eseguito a un anno di distanza dalla morte di Cole, Durand dichiara la sua simpatia e la sua dipendenza nei confronti dell’artista; il quadro dal titolo significativo, Affinità di spirito (1849), raffigura Cole e il poeta William Cullent Bryant intenti a osservare la natura, immersi in un paesaggio incontaminato. È nel 1855 che Durand pubblica sulla rivista “The Crayon” le Lettere sulla pittura di paesaggio, teorizzando le proprie concezioni estetiche. A conclusione di una brillante carriera, il pittore si ritira infine a vivere nella campagna del New Jersey.

I seguaci della Hudson River School

L’opera di Cole e di Durand trova un numero sempre maggiore di seguaci fra i pittori di una generazione più giovane – nati fra il 1820 e il 1830 – che si dedicano alla pittura di paesaggio. Si tratta di Jasper Cropsey, John Kensett, Henry Lewis, William Louis Sonntag e Worthington Whitteredge, ma i pittori più famosi della seconda generazione della Hudson River School sono Frederick Edwin Church e Albert Bierstadt.

Church è l’unico vero allievo di Thomas Cole. Sollecitato dai resoconti di Alexander Humboldt sull’America del Sud, Church intraprende un viaggio nelle Ande e al ritorno dipinge paesaggi grandiosi, dove le figure umane appaiono piccolissime rispetto all’immensità dei monti e al rigoglio della vegetazione. Alla ricerca di soggetti esotici e di ispirazione sublime, nel 1859 il pittore si reca nel Labrador; qui esegue molteplici studi a olio dei ghiacci, illuminati da una luce abbagliante, che traduce poi in dipinti di grandi dimensioni, accentuando il carattere sublime della visione.

Church infonde un nuovo significato alla pittura di paesaggio: rinnovando la composizione del dipinto, egli esalta l’aspetto fenomenico del paesaggio americano. Già nella prima opera di notevole livello artistico, dal titolo Le cascate del Niagara (1857), Church coinvolge lo spettatore nella visione ravvicinata, basata sull’inquadratura fortemente orizzontale, creando un’esplicita analogia tra la grandiosità dello scenario e lo stato dell’anima. Nei suoi dipinti la natura assume valenza fantastica e la luce assume un ruolo di primaria importanza: nel Paesaggio solitario al tramonto (1860) ora al Museum of Art di Cleveland, il cielo infuocato dagli ultimi raggi del sole si riflette nelle acque immobili di un fiume che si inoltra sinuoso fra i monti.

Anche Bierstadt esalta gli effetti drammatici della luce e ottiene opere di grande espressività. Studia pittura di paesaggio a Düsseldorf, dove è allievo di Carl Friedrich Lessing e di Andreas Achenbach, e completa la sua istruzione a Napoli e a Roma. Tornato in America, risente dell’influenza di Church e comincia a viaggiare nei vasti territori americani; esegue piccoli studi a olio e li traduce in ampie tele che raffigurano paesaggi imponenti, abitati dalle figure minute di pellerossa o di cacciatori di pelli, come in The Rocky Mountains, Lander’s Peak (1863) conservato al Metropolitan Museum di New York. Negli anni Settanta, l’amore per la bellezza incontaminata del territorio americano e la paura che il progresso possa distruggere inducono Bierstadt a dipingere paesaggi di drammatica grandiosità, come Scena invernale a Yosemite, opera del 1872 che risente della formazione tedesca del pittore, Il monte Corcoran (1877); e Il lago Donner dalla vetta della montagna (1873). Agli ultimi anni di attività di Bierstadt appartiene un quadro emblematico della sua opera: La morte del bufalo (1893) ora a Washington, The Corcoran Gallery of Art.

Rimandi

Jean-Baptiste Camille Corot


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