Il trattato di Versailles: riassunto

Nel gennaio 1919 si apre a Versailles la conferenza di pace a cui partecipano solo i paesi vincitori della Prima Guerra Mondiale: l’Inghilterra, la Francia, gli Stati Uniti e l’Italia, mentre i paesi sconfitti vengono convocati solamente per firmare i trattati. Durante la conferenza emergono vari contrasti: Clemenceau, ministro francese, vorrebbe smembrare i quattro grandi imperi e annettere i territori a Francia e Gran Bretagna, Wilson, presidente americano, è invece favorevole al principio dell’autodeterminazione dei popoli. Alla fine a prevalere è la strada proposta da Wilson, che prevede pace definitiva, disarmo, libero scambio, libertà di navigazione, rispetto delle nazionalità, creazione della Società delle Nazioni. La pace con la Germania è mirata ad un indebolimento del paese, su esplicita richiesta della Francia, a cui vengono, tra le altre cose, restituite l’Alsazia e la Lorena. La pace con l’Austria-Ungheria porta invece allo smembramento dell’Impero e alla creazione di nuovi stati. L’Italia riceve i territori di Trentino, Alto Adige, Istria e Trieste, ma non la Dalmazia e Fiume che erano state promesse all’ingresso in guerra: per questo si parla di “vittoria mutilata”.