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Aristotele, De Anima: l'intelletto e la "tavoletta di cera"

"La tavoletta di cera" è il titolo che il prof. Sini ha scelto per il corso che va a presentare con questa prima videolezione.

L'espressione risale al "De Anima" di Aristotele (libro III, capitolo IV, 429b - 430a): "l'intelletto è in potenza gli intelligibili" vale a dire le forme, cioè ciò che si può intendere con il pensiero, "ma non è in atto nessuno di essi prima di pensarli; deve capitare ad esso come di una tavoletta di cera, dove non c'è niente di scritto".

L'immagine metaforica sarà ripresa poi anche dall'empirista inglese John Locke, il quale dirà che la mente è un "white paper", un foglio bianco, prima che le sensazioni vi si imprimano.
Non si parla, tuttavia, in Aristotele di "passività", ma di "potenza": l'intelletto è in potenza i suoi pensieri che deve mettere in atto. Locke, invece, punterà sul principio empiristico del "nihil est intellectu quod prius non fuerit in sensu" (nella mente non c'è niente che non sia già stato nei sensi), contestato da Leibniz che aggiungerà alla frase "excipe: nisi intellectus ipse" (eccetto l'intelletto stesso), ripristinando in qualche modo la potenzialità così come concepita da Aristotele.

Carlo Sini (Bologna, 1933), filosofo e docente di Filosofia teoretica in diverse università italiane, è autore di numerose opere sui temi della fenomenologia, del pragmatismo e del rapporto tra semiotica e filosofia ermeneutica.
Ha tenuto e tiene tuttora corsi, seminari e conferenze sia in Italia, sia all'estero (Stati Uniti, Canada, Argentina, Spagna, Svizzera e altri paesi europei).