Francesco Petrarca

Petrarca, il "Secretum": riassunto e commento

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Introduzione

 

Il Secretum è un’opera in latino di Francesco Petrarca, sviluppata come una sorta di dialogo intimo tra il poeta stesso e Sant'Agostino di Ippona (354-430 d.C.). Il titolo del componimento per esteso (De secreto conflictu curarum mearum; ovvero Sul conflitto segreto delle mie preoccupazioni), preannuncia una confessione da parte dell’autore, che riflette sulle proprie colpe e suoi propri peccati e, dopo un severo esame di coscienza, promette di cambiare vita, disprezzando i beni terreni. Il dialogo è ambientato nel periodo tra il 1342 e il 1343, uno dei più difficili nella vita del poeta.

Il Secretum - sulla cui datazione precisa è ancora aperto il dibattito - non venne mai pubblicato dal suo autore.

 

Struttura e riassunto

 

Le caratteristiche dell’opera e il “Proemio”

 

Il Secretum ha la forma di un diario segreto, in cui Petrarca riflette tra sé e sé sul complesso rapporto tra i suoi desideri terreni e l’aspirazione alla purezza morale e alla salvezza eterna della sua anima. Il poeta sceglie così di presentare il suo percorso di redenzione dai peccati sotto forma di un dialogo che, per tre giorni, lo vede confrontarsi con Sant’Agostino, autore delle Confessioni e modello etico e letterario per lo scrittore. I due intellettuali discutono alla presenza di una interlocutrice muta e silenziosa, la Verità. In realtà, i due protagonisti sono entrambi proiezioni di Petrarca stesso, che incarnano la parte morale e coscienziosa del suo animo e quella mondana e più terrena. L’autore si confessa inizialmente incapace di intraprendere un cammino verso la trascendenza, benché consapevole dell’imminenza della morte.

La struttura del Secretum si compone di un proemio e di tre libri, uno per ciascun giorno del colloquio con il santo. Nella prima sezione dell’opera, Petrarca descrive la visione della Verità, che chiede a Sant’Agostino di salvare il poeta dalla dannazione, dando così avvio al dialogo morale tra i due.

 

Primo libro: i vizi e la volontà umana

 

Nel primo libro, partendo proprio dal rapporto tra vita e morte, Francesco e Agostino analizzano la futilità dei patimenti dello scrittore, che infatti dipendono da motivazioni me passioni modnae e transitorie, che non sono nulla di fronte alla morte che accomuna tutta l’umanità. Il Santo sprona il poeta a rinunciare ai suoi affanni e alle sue ambizioni mondane e di mirare a ciò che è realmente importante e benefico, ovvero la virtù e la fede religiosa che conducono alla conoscenza di Dio, unico bene che sopravvive anche alla morte. Petrarca, a differenza del fratello Gherardo, fattosi monaco, non riesce però a rinunciare davvero a beni ed illusioni del mondo terreno, ed è questo il peccato da cui scaturiscono le sue sofferenze e i suoi mali. A tal proposito il santo espone allora la sua teoria del male, basata appunto sulla confusione tra “non potere” e “non volere” intraprendere un cammino di redenzione spirituale.

 

Secondo libro: i sette peccati capitali e l’esame di coscienza

 

Nel secondo libro il santo presenta di fornte a Petrarca i sette peccati capitali 1 e si concentra su quello in cui Petrarca persevera con maggior tenacia: l’accidia, ovvero l’incapacità di operare per il bene per eccessiva pigrizia, noia o indifferenza. Il poeta tuttavia è incapace di tendere verso il bene (e verso Dio) perché eccessivamente legato al desiderio di beni materiali.

 

Il terzo libro: l’analisi delle passioni

 

Nel terzo volume del Secretum, il viaggio introspettivo si fa sempre più profondo e Agostino tocca Petrarca nei suoi punti più deboli e scoperti, sottolineando con forza i due peccati cui non riesce a rinunciare: l’amore per Laura e il desiderio di gloria letteraria. Il Santo annovera questi due sentimenti tra i vani affanni mondani che distolgono il poeta da Dio e dalla salvezza dell’anima.

Se il poeta riconosce la vanità della passione amorosa, tuttavia non abbandona del tutto la ricerca letteraria, e afferma di voler portare a compimento le opere da cui si aspetta la gloria poetica (il poema in latino Africa e il De viris illustribus). In seguito, egli si dedicherà alla filosofia. Del resto, la modernità del Secretum petrarchesco si trova esattamente in questa accettazione problematica della propria natura e nella finezza con cui l'autore mette in luce tutta la complessità interiore dell’animo umano, attraverso una minuziosa indagine introspettiva e una confessione "aperta" di fronte al lettore.

 

Analisi

 

Fonti e stile

 

La prosa del Secretum, composto in latino da Petrarca, si ispira in maniera esplicita a quello di alcuni modelli di riferimento della tradizione, soprattutto classica: Cicerone, Boezio, Seneca e S. Agostino stesso. Emerge insomma qui un Leitmotiv della scrittura petrarchesca, presente sia nel Canzoniere sia nell’epistolario (si pensi alle Familiares) o nelle opere “minori”: quello cioè del confronto con gli autori “classici”, chiamati a dialogare attivamente sulla pagina.

Da Cicerone (106-43 a.C.), in particolare dalle Tusculanae disputationes, Petrarca recupera il modello del dialogo filosofico; da Seneca (4 a.C. - 65 d.C.) giunge invece l’insegnamento della filosofia stoica, con riferimento alle Epistole morali a Lucilio e al De tranquillitate animi (Sulla serenità dell’animo). Ci sono poi le suggestioni che derivano dal filosofo cristiano Boezio (475-525) e dal suo fondamentale trattato De consolatione philosophiae e - ovviamente - il punto di riferimento imprescindibile delle Confessiones di Sant’Agostino.

 

Tematiche

 

Anche se il Secretum non venne mai diffuso dal suo autore (che sembra considerarlo appunto un’opera privata, quasi frutto di una meditazione personale), ci sono alcuni temi che attraversano tutta la produzione dello scrittore. Il primo è senza dubbio la presenza della morte e del trascorrere inesorabile del tempo, che per Petrarca costituisce proprio lo stimolo ad abbandonare i vizi e le passioni umane, per prendersi cura della propria anima. Nel Canzoniere, il tema è ossessivamente presente sia in testi specifici (come Movesi il vecchierel canuto e bianco) sia nell’evento centrale della morte di Laura nella peste del 1348. L’altro tema cruciale è appunto il radicale cambiamento della propria esistenza, abbandonando i godimenti terreni per tendere verso la grazia divina. Nel Canzoniere, è questo il percorso che va dal primo sonetto (Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono) fino alla conclusiva canzone alla Vergine.

 

Il problema della datazione

 

La datazione del Secretum è una questione assai complessa; da recenti studi pare che l’autore inizi la stesura del Secretum nel 1347, ma modifichi e riveda l'opera già due anni dopo, per arrivare poi alla redazione attuale nella prima metà del 1353. Da un lato, la continua rielaborazione del testo si collega con le necessità del viaggio introspettivo del poeta dentro di sé, alla ricerca del proprio “io" più profondo; dall’altro si collega anche con le altre opere - come il De vita solitaria o il De otio religioso - cui Petrarca comincia a lavorare proprio in questo periodo della sua vita.

1 In accordo con la morale cristiana, i sette peccati capitali sono: Superbia, Avarizia, Lussuria, Invidia, Gola, Ira, Accidia.

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